{"id":1386,"date":"2015-10-13T11:25:11","date_gmt":"2015-10-13T09:25:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.informaweb.it\/it\/?p=1386"},"modified":"2019-04-24T17:53:05","modified_gmt":"2019-04-24T15:53:05","slug":"area-archeologica-di-agrigento-siti-unesco-sicilia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/didattica-blended-elearning-scuola\/area-archeologica-di-agrigento-siti-unesco-sicilia","title":{"rendered":"Area archeologica di Agrigento. Alla scoperta dei Siti UNESCO in Sicilia"},"content":{"rendered":"<p>Area archeologica di Agrigento, meglio conosciuta come \u201cValle dei Templi\u201d, \u00e8 una delle aree archeologiche meglio conservate della Sicilia e la pi\u00f9 grande del mondo intero, con i suoi 1300 ettari. \u00c8\u00a0tanto importante che dal 1997 \u00e8 stata inserita nella Lista del Patrimonio dell&#8217;Umanit\u00e0 UNESCO.\u00a0Agrigento fu una delle pi\u00f9 importanti, potenti e floride colonie greche del Mediterraneo, della Magna Grecia e della Sicilia. Essa fu fondata intorno al 580 a.C. da alcuni abitanti di Gela, ai quali si erano uniti coloni provenienti da Rodi. Alla colonia fu assegnato il nome Akragas, derivato, come molto spesso accade nella toponomastica greca, dal nome del fiume che scorre nel territorio della citt\u00e0.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[MaxM]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1388\" src=\"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Sicilia-Greca.jpg\" alt=\"Sicilia Greca\" width=\"640\" height=\"480\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Sicilia-Greca.jpg 640w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Sicilia-Greca-256x192.jpg 256w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Sicilia-Greca-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Sicilia-Greca-470x353.jpg 470w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Sicilia-Greca-320x240.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal periodo della tirannide di Falaride (570 &#8211; 554 a.C.), la citt\u00e0 fu caratterizzata da terrazzi, da un impianto urbanistico regolare e da un poderoso sistema difensivo, costituito da una cinta muraria che misurava dodici km e che era dotata di nove porte. Akragas visse il suo periodo aureo e di massimo splendore politico, militare ed economico nel V secolo a.C. e, precisamente, sia sotto il tiranno Terone (488 &#8211; 471 a.C.), la cui impresa pi\u00f9 importante fu la vittoria sui Cartaginesi a Imera nel 480 a.C., sia nel corso della parentesi democratica (471 &#8211; 406 a.C.). Questo periodo felice e di successi ebbe, per\u00f2, fine nel 406 a.C., quando la citt\u00e0 fu prima assediata e poi saccheggiata dai Cartaginesi. Nonostante una nuova fase di tranquillit\u00e0 e ripresa, vissuta in seguito all\u2019arrivo di Timoleonte (anni \u201830 del IV secolo a.C.), Akragas non riusc\u00ec pi\u00f9 ad attestarsi sui livelli politici, militari ed economici del periodo precedente. Nel 210 a.C. la citt\u00e0 fu conquistata dai Romani, che modificarono il suo nome in <strong>Agrigentum<\/strong>, dal quale poi deriver\u00e0 il nome che la citt\u00e0 ha adesso. Nel VII secolo d.C. Agrigentum ebbe un brusco calo demografico, che determin\u00f2 anche un rimpicciolimento territoriale. Nel 829 d.C. la citt\u00e0 fu conquistata, prima dagli Arabi, che la chiamarono <strong>Gergent<\/strong> o <strong>Kerkent<\/strong>, e, in seguito, nel 1086, dai Normanni, dai quali fu rinominata <strong>Girgenti<\/strong>, nome che fu mantenuto fino al 1927.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Quanto conosci i siti UNESCO in Sicilia?<\/h2>\n<p>Mettiti alla prova con questo semplice quiz di 15 domande a caso su 45 [WpProQuiz 17]<\/p>\n<div class=\"ast-oembed-container \" style=\"height: 100%;\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"10 Cose che non sai sull&#039;UNESCO InFormaWEB.IT\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/igqwcayPQ24?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/amzn.to\/2Ct3n9S\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-3941 size-large\" title=\"Libri e contenuti per approfondire su UNESCO\" src=\"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/libri-consigliati-approfondimento-unesco-1024x300.jpg\" alt=\"libri-consigliati-approfondimento-unesco\" width=\"1024\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/libri-consigliati-approfondimento-unesco.jpg 1024w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/libri-consigliati-approfondimento-unesco-256x75.jpg 256w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/libri-consigliati-approfondimento-unesco-200x59.jpg 200w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/libri-consigliati-approfondimento-unesco-470x138.jpg 470w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/libri-consigliati-approfondimento-unesco-640x188.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<h2>Area archeologica di Agrigento il complesso archeologico<\/h2>\n<p>Con la Legge Regionale n\u00b020 del 2000 fu istituito il <a href=\"http:\/\/www.parcodeitempli.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento<\/strong><\/a>, il cui obiettivo \u00e8 quello di salvaguardare e valorizzare l\u2019area archeologica di Agrigento e che, con il suo territorio di circa 1300 ettari, che comprende l\u2019area dell\u2019antica citt\u00e0 di Akragas e il territorio a essa circostante, si configura come il parco archeologico pi\u00f9 esteso del mondo. L\u2019area archeologica di Agrigento \u00e8 stata il primo sito siciliano, insieme alla Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, a essere iscritto, nel 1997, nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il Comitato del Patrimonio Mondiale ha preso questa decisione sulla base dei seguenti criteri d\u2019iscrizione:<\/p>\n<ul>\n<li>Rappresenta un capolavoro del genio creativo umano;<\/li>\n<li>Testimonia un considerevole cambiamento culturale, in un dato periodo, in campo archeologico, architettonico, monumentale, tecnologico, artistico o paesaggistico;<\/li>\n<li>\u00c8 testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civilt\u00e0 vivente o scomparsa;<\/li>\n<li>Costituisce un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico o di un paesaggio, che illustri uno o pi\u00f9 importanti fasi nella storia umana.<\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"ast-oembed-container \" style=\"height: 100%;\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Archaeological Area of Agrigento (UNESCO\/NHK)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/MQ46dxM6br8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<p>Immersa in un paesaggio agricolo costituito prevalentemente da ulivi centenari e mandorli, l\u2019area archeologica di Agrigento \u00e8 composta, infatti, da svariati siti, monumenti, edifici e luoghi di grande interesse storico, archeologico, topografico, ingegneristico, artistico, naturalistico e paesaggistico:<\/p>\n<ul>\n<li>Gli imponenti templi dorici, alcuni dei quali pervenutici quasi intatti, sui quali daremo maggiori informazioni pi\u00f9 avanti;<\/li>\n<li>I resti della citt\u00e0 ellenistica e poi punico &#8211; romana;<\/li>\n<li>Gli edifici pubblici, quali l\u2019Agor\u00e0, il Bouleuterion, l\u2019Ekklesiasterion, l\u2019Oratorio di Falaride e il Gymnasium;<\/li>\n<li>I resti delle fortificazioni e delle loro nove porte;<\/li>\n<li>Le necropoli pagane e cristiane (necropoli di Montelusa, necropoli di Mos\u00e8, necropoli di Pezzino, necropoli Romana, necropoli Paleocristiana);<\/li>\n<li>Le basiliche paleocristiane (basilica di Villa Atena, basilica dei Santi Pietro e Paolo, basilica Paleocristiana);<\/li>\n<li>Le opere idrauliche, quali la Kolymbethra, l\u2019ipogeo Giacatello, l\u2019ipogeo dei Dioscuri e una fitta rete di acquedotti sotterranei.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nonostante tutte le testimonianze sopra elencate siano certamente e ampiamente meritevoli di approfondimenti e precisazioni, in quest\u2019articolo mi limiter\u00f2 a dare qualche notizia in pi\u00f9 sui templi, ossia sulle opere che, senza dubbio, sono le pi\u00f9 note e le pi\u00f9 caratteristiche dell\u2019area, alla quale, non a caso, solitamente, ci si riferisce con l\u2019espressione \u201cValle dei Templi\u201d.<\/p>\n<h2>Area archeologica di Agrigento i\u00a0Templi<\/h2>\n<p>L\u2019area archeologica di Agrigento ospita ben <strong>dieci templi di ordine dorico<\/strong>, alcuni dei quali in buono stato di conservazione. Essi sono stati edificati tra la fine del VI secolo a.C. e la fine del V secolo a.C., offrendoci, cos\u00ec, una testimonianza chiara ed eccellente della grandezza economica e culturale raggiunta dalla citt\u00e0 di Akragas in quel periodo. L\u2019unica eccezione a tale collocazione cronologica \u00e8 costituita dal tempio di Iside, che \u00e8, invece, di et\u00e0 augusteo-tiberiana. Tali templi furono tutti costruiti in calcarenite locale e presentavano, all\u2019interno, una classica suddivisione in tre ambienti: pronao (atrio), na\u00f2s (cella, parte centrale e principale), opistodomo (vano posteriore). Anche in questo caso, riscontriamo delle eccezioni, rappresentate dai templi di Asclepio, Demetra e Iside, che non avendo opistodomo, presentavano, internamente, solamente due vani. Andiamo, dunque, ad analizzare questi splendidi edifici.<\/p>\n<h3>Tempio di Eracle<\/h3>\n<p>Il tempio pi\u00f9 antico dell\u2019area archeologica di Agrigento \u00e8 quello di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Eracle\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Eracle<\/a>, che sembra risalire alla fine del VI secolo a.C.. Il semidio greco godeva di una forte venerazione presso Akragas, tanto che a lui erano dedicate anche delle specifiche feste cittadine, denominate \u201cEraclee\u201d. L\u2019edificio presentava un crepidoma (basamento) di tre gradini, sei colonne sui lati brevi e quindici sui lati lunghi. Il tempio fu completamente distrutto, come molti altri, da un terremoto e, solo nel 1921, grazie all\u2019intervento del capitano inglese <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alexander_Hardcastle\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alexander Hardcastle<\/a>, si \u00e8 provveduto a innalzare le otto colonne che oggi si possono ammirare in mezzo alle rovine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1393\" src=\"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-di-Eracle.jpg\" alt=\"Tempio di Eracle\" width=\"640\" height=\"481\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-di-Eracle.jpg 640w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-di-Eracle-256x192.jpg 256w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-di-Eracle-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-di-Eracle-470x353.jpg 470w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-di-Eracle-320x240.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h3>Tempio di Zeus<\/h3>\n<p>Il tempio di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Zeus\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Zeus<\/a> era il pi\u00f9 grande tempio dorico dell\u2019Occidente. La costruzione del tempio \u00e8 solitamente collocata dopo l\u2019importantissima vittoria ottenuta da Akragas contro i Cartaginesi a Imera nel 480 a.C.. Tuttavia, recenti studi tendono a mettere in discussione tale datazione tradizionale e suggeriscono un periodo precedente, forse quello della tirannide di Terone, per l\u2019edificazione del tempio. L\u2019edificio presentava un crepidoma di ben cinque gradini ed era pseudoperiptero, ossia circondato da un muro di recinzione rafforzato da semicolonne doriche, sette sui lati brevi e quattordici su quelli lunghi. Tra le rovine, sono stati rinvenuti vari elementi della decorazione architettonica della parte superiore del tempio, tra i quali i pi\u00f9 interessanti e caratteristici sono, sicuramente, i Telamoni o Atlanti, ossia gigantesche sculture, alte sette metri e mezzo, raffiguranti uomini, che sostenevano l\u2019architrave del tempio, cos\u00ec come <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Atlante_(mitologia)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Atlante<\/a> era stato condannato da Zeus a reggere il mondo per aver aiutato i <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Titani\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Titani<\/a>. Purtroppo, oggi sono visibili solo pochi resti del tempio, che \u00e8 stato progressivamente devastato da distruzioni di epoca sia antica sia recente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1389\" src=\"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Telamone.jpg\" alt=\"Telamone\" width=\"640\" height=\"481\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Telamone.jpg 640w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Telamone-256x192.jpg 256w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Telamone-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Telamone-470x353.jpg 470w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Telamone-320x240.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h3>Tempio di Era<\/h3>\n<p>Il tempio di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Era_(mitologia)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Era<\/a> \u00e8 stato eretto, intorno alla met\u00e0 del V secolo a.C., nell\u2019angolo sud-est della Collina dei Templi. Esso presentava un crepidoma di quattro gradini, sei colonne sui lati brevi, tredici sui lati lunghi e un pavimento di marmo bianco, che fu sostituito nel periodo della dominazione romana. Riguardo alla sua funzione, \u00e8 possibile che gli antichi abitanti di Akragas fossero soliti celebrare i loro matrimoni presso questo tempio. La presenza di arrossature su alcuni blocchi calcarei fa pensare a un incendio, forse connesso alla distruzione di Akragas da parte dei Cartaginesi nel 406 a.C..Oggi, anche grazie a numerosi restauri, a partire da quelli condotti nel 1787 da Torremuzza, sono visibili 30 colonne su 34 e 16 di esse conservano anche il capitello.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1392\" src=\"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-di-Era.jpg\" alt=\"Tempio di Era\" width=\"640\" height=\"481\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-di-Era.jpg 640w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-di-Era-256x192.jpg 256w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-di-Era-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-di-Era-470x353.jpg 470w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-di-Era-320x240.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h3>Tempio della Concordia<\/h3>\n<div class=\"ast-oembed-container \" style=\"height: 100%;\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Agrigento valle dei Templi  Agrigento Valley of the Temples\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/bV1BimumMI4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<p>Il tempio della Concordia \u00e8 forse il simbolo dell\u2019area archeologica di Agrigento. Esso deve il suo nome a un\u2019iscrizione latina, che, in realt\u00e0, non ha alcun rapporto con il tempio, che \u00e8 stata rinvenuta dallo storico Tommaso Fazello (1490 &#8211; 1570) nelle vicinanze del luogo sacro e che faceva riferimento alla \u201cConcordia degli Agrigentini\u201d. L\u2019edificio \u00e8 stato costruito tra il 440 e il 430 a.C. e presentava un crepidoma di quattro gradini, che seguiva perfettamente l\u2019inclinarsi della collina, sei colonne sui lati brevi e tredici sui lati lunghi. L\u2019interno e l\u2019esterno del tempio erano ricoperti da un rivestimento di stucco bianco, sul quale risaltavano alcuni elementi architettonici policromi. Nel 597 d.C. il vescovo Gregorio si stabil\u00ec nel tempio e lo consacr\u00f2 ai Santi Pietro e Paolo, trasformandolo in basilica cristiana. Proprio questa trasformazione ha permesso al tempio della Concordia di pervenire quasi intatto fino a noi: si tratta, infatti, del tempio meglio conservato di tutto il complesso archeologico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1391\" src=\"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-della-Concordia.jpg\" alt=\"Tempio della Concordia\" width=\"640\" height=\"482\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-della-Concordia.jpg 640w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-della-Concordia-256x193.jpg 256w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-della-Concordia-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-della-Concordia-470x354.jpg 470w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-della-Concordia-320x240.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h3>Tempio di Efesto<\/h3>\n<p>Il tempio di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Efesto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Efesto<\/a> fu edificato su uno sperone roccioso, a ovest della Collina dei Templi, tra il 450 e il 425 a.C.. L\u2019edificio poggiava su un crepidoma di quattro gradini e presentava sei colonne sui lati brevi e tredici sui lati lunghi. Purtroppo, di questo tempio non rimane quasi nulla, nonostante i vari restauri eseguiti a partire dal 1928 su iniziativa del capitano inglese <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alexander_Hardcastle\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alexander Hardcastle<\/a>.<\/p>\n<h3>Tempio di Atena<\/h3>\n<p>Il tempio di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Atena\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Atena<\/a> fu costruito sulla Collina di Girgenti intorno al secondo quarto del V secolo a.C.. Non conosciamo l\u2019esatta struttura che doveva avere questo tempio, in quanto \u00e8 stato fagocitato dalla Chiesa medievale di Santa Maria dei Greci. Gli unici elementi dell\u2019edificio che risultano ancora visibili sono una parte del crepidoma e alcune colonne dei lati nord e sud.<\/p>\n<h3>Tempio di Asclepio<\/h3>\n<p>Il tempio di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Asclepio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Asclepio<\/a> fu costruito fuori dalle antiche mura cittadine e all\u2019interno del santuario extraurbano del medesimo dio, ossia una vasta area sacra, che presenta continuit\u00e0 di culto dalla met\u00e0 del IV secolo a.C. fino alla fine del II secolo a.C. e che era costituita da vari edifici dedicati allo svolgimento di terapie e al culto del dio greco della medicina: il santuario era, infatti, meta di numerosi malati, agrigentini e non, che vi si recavano in cerca di guarigione. Questo tempio era molto modesto, sia a livello strutturale sia a livello decorativo, rispetto agli altri presenti nell\u2019area archeologica di Agrigento: esso era, ad esempio, composto di soli due ambienti, cio\u00e8 il pronao (atrio) e il na\u00f2s (cella), senza opistodomo. Ci sono pervenuti numerosi <em>ex-voto<\/em>, ossia offerte, che i fedeli erano soliti lasciare nelle pareti del tempio. Tra questi, sono particolarmente interessanti e tipici del culto di Asclepio i cosiddetti \u201cvotivi anatomici\u201d in terracotta, che rappresentavano, in scala ridotta e a mo\u2019 di preghiera o ringraziamento, la parte del corpo del fedele che il dio avrebbe dovuto guarire o aveva gi\u00e0 guarito.<\/p>\n<h3>Tempio di Demetra<\/h3>\n<p>Il tempio di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Demetra\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Demetra<\/a> fu costruito tra il 480 e il 470 a.C. nella parte orientale di Akragas ed era collegato alla Rupe Atenea, l\u2019antica acropoli della citt\u00e0, da una strada, della quale, ancora oggi, sono ben visibili i segni delle carreggiate sulla roccia. L\u2019edificio presenta una semplicit\u00e0 strutturale e decorativa molto simile a quella che abbiamo gi\u00e0 notato in riferimento al tempio di Asclepio. Esso era, infatti, privo di peristasi, ossia di colonne che lo circondassero, e, all\u2019interno, era composto solamente da due ambienti, il pronao e la cella, proprio come avveniva nel tempio del dio della medicina. Della struttura originaria, che \u00e8 stata incorporata nella chiesa medievale di San Biagio, si conservano parte del crepidoma, i muri esterni del na\u00f2s e quelli divisori tra na\u00f2s e pronao.<\/p>\n<h3>Tempio dei Dioscuri<\/h3>\n<p>Il tempio dei <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dioscuri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dioscuri<\/a> \u00e8 stato edificato tra il 480 e il 460 a.C. nella terrazza mediana del santuario delle divinit\u00e0 ctonie (Demetra e Persefone), che si trovava nella parte occidentale della Collina dei Templi. L\u2019edificio presentava un crepidoma di tre gradini, sei colonne sui lati brevi e tredici sui lati lunghi. Nel 1836 la Commissione delle Antichit\u00e0 della Sicilia esegu\u00ec un intervento di restauro, che port\u00f2, tra l\u2019altro, all\u2019erezione di tre colonne, alle quali nel 1856 se ne aggiunse una quarta. E, cos\u00ec, ancora oggi, delle 34 colonne originarie, solo quattro si stagliano in mezzo alle rovine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1390\" src=\"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-dei-Dioscuri.jpg\" alt=\"Tempio dei Dioscuri\" width=\"640\" height=\"481\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-dei-Dioscuri.jpg 640w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-dei-Dioscuri-256x192.jpg 256w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-dei-Dioscuri-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-dei-Dioscuri-470x353.jpg 470w, https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Tempio-dei-Dioscuri-320x240.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h3>Tempio di Iside<\/h3>\n<p>Il tempio di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Iside\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Iside<\/a> \u00e8 stato costruito tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., dunque, nel periodo della dominazione romana, nell\u2019area del terrazzo settentrionale dell\u2019agor\u00e0 superiore di Akragas, che si trovava nell\u2019odierna contrada San Nicola. Si tratta di un tempietto molto semplice, dotato, all\u2019interno, di soli due ambienti, il pronao e il na\u00f2s, proprio come i templi di Asclepio e Demetra. Il tempio si ergeva su un podio, posto al centro di una piazza delimitata da un triportico: si veniva cos\u00ec a costituire un complesso monumentale che ebbe continuit\u00e0 d\u2019uso fino alla fine del IV secolo d.C..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Area archeologica di Agrigento, meglio conosciuta come \u201cValle dei Templi\u201d, \u00e8 una delle aree archeologiche meglio conservate della Sicilia e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1391,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[285],"tags":[308],"class_list":["post-1386","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-didattica-blended-elearning-scuola","tag-unesco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1386","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1386"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1386\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1391"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1386"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1386"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.informaweb.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1386"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}